Crimine clan in Bassa Sassonia: il raid provoca voci indignate!
Indagini contro la criminalità clanistica in Bassa Sassonia: raid, definizioni e voci critiche sul termine “clan” il 4 dicembre 2025.

Crimine clan in Bassa Sassonia: il raid provoca voci indignate!
Nella Frisia orientale della Bassa Sassonia la polizia ha organizzato un vasto raid per combattere quella forma di criminalità organizzata nota come “criminalità clan”. La polizia non si tira indietro e riferisce regolarmente sui progressi e sulle sfide di queste indagini. In questo caso particolare sono stati presi di mira diversi sospettati provenienti da diverse strutture familiari, che secondo le dichiarazioni di Thomas Müller, investigatore della polizia di Brema, sono considerati potenzialmente criminalizzati. Müller sottolinea che il termine “crimine di clan” porta a incasellare le persone in base alla loro situazione familiare senza tener conto dei crimini individuali. Soprattutto cognomi come “Müller” potrebbero essere stigmatizzati, il che ha portato ad un dibattito sociale sulla definizione e l’uso del termine.
La definizione del Ministero degli Interni della Bassa Sassonia descrive i clan come gruppi criminali legati da legami familiari e origini etniche comuni. Tuttavia, questo punto di vista ha incontrato numerosi critici che preferiscono invece i termini “criminalità organizzata” o “banda criminale” per catturare la complessità della questione. Rapporti NDR che al di là dell'indagine, giocano un ruolo anche aspetti sociali come la discriminazione e gli stereotipi.
I pericoli della criminalità clandestina
Il fenomeno della criminalità clandestina non riguarda solo la Bassa Sassonia. Il ministro degli Interni Herbert Reul del Nord Reno-Westfalia ha già lanciato un'incursione nella vita notturna per scoprire i collegamenti tra i clan e la scena dei buttafuori. Le sue dichiarazioni chiariscono che l’ordine sociale è minacciato da questo crimine. Lo spettro spazia dalle risse di massa ai furti di gioielli e alle rapine, il che sottolinea il fulcro della lotta contro la criminalità dei clan. Deutschlandfunk informata che anche la Renania Settentrionale-Vestfalia e Berlino svolgono un ruolo importante nelle misure mirate a contrastare la criminalità clandestina.
L'elenco dei crimini attribuiti alla criminalità clanica è lungo e comprende, ad esempio, episodi come il furto di una moneta d'oro dal Museo Bode di Berlino. Secondo un'analisi di Mahmoud Jaraba, tali incidenti sono spesso il risultato di una criminalità familiare altamente organizzata e con una struttura che va ben oltre la criminalità individuale. Jaraba critica il termine “clan” perché fuorviante e sostiene che queste famiglie numerose non sono gruppi omogenei, il che rende la lotta alla criminalità ancora più difficile. Secondo Deutsche Welle Le statistiche mostrano che una piccola percentuale di tutti i crimini sono direttamente collegati ai clan, alimentando ulteriormente l’attuale dibattito sulla stigmatizzazione dei gruppi etnici.
Il dilemma dell'indagine
La strategia della polizia, spesso definita la “politica delle 1.000 punture di ago”, mira a effettuare controlli regolari in numerose aree, come gli shisha bar o le attività autonome. Le autorità di polizia istituiscono le cosiddette “bandiere di clan” e le usano per classificare i sospetti, ma ciò viene ripetutamente accolto con forti critiche. I rappresentanti politici sottolineano che si applica solo la legge dello Stato e non quella del clan, il che solleva dubbi sull’equità e sull’efficacia delle misure.
Nonostante le attuali sfide nella lotta contro la criminalità clanica, resta chiaro che la maggior parte dei membri di queste famiglie non vuole avere nulla a che fare con la criminalità e desidera invece una lotta efficace contro la criminalità. Il dibattito sulla giusta linea d’azione continua mentre la polizia adegua il proprio corso con approcci lungimiranti e prendendo in considerazione nuove intuizioni sociali.