I cittadini di Lüne combattono per la propria decisione di morire: un appello alla riforma!
Un querelante di Lüneburg chiede in Germania una morte autodeterminata. Dal 2025 in poi si parlerà di eutanasia, diritti e cambiamenti.

I cittadini di Lüne combattono per la propria decisione di morire: un appello alla riforma!
Nel cuore di Lüneburg, Hans-Jürgen Brennecke, 80 anni, è impegnato in una questione che sta diventando sempre più importante: la morte autodeterminata. Forte Giornale Goslar Brennecke è un membro di spicco della Società tedesca per la morte umana (DGHS). Il suo obiettivo è chiaro: le persone dovrebbero avere l’opportunità di ricevere l’eutanasia nel proprio paese senza dover viaggiare all’estero.
In Germania l’eutanasia attiva è ancora vietata. Ciò significa che ai medici non è consentito somministrare farmaci per porre fine alla vita di un paziente. Possono invece accompagnare e sostenere solo quando si tratta di sospendere le misure di sostegno vitale, ma solo se ciò corrisponde alla volontà del paziente. Con l'aumento delle inchieste in seguito alla sentenza della Corte costituzionale federale di cinque anni fa, negli ultimi anni il DGHS si è sviluppato rapidamente e conta oggi oltre 45.000 membri. L'organizzazione sta registrando una forte crescita di circa 1.500 nuovi membri al mese.
Statistiche ed evoluzione dell'eutanasia
I numeri parlano da soli: nel 2022 il DGHS ha segnalato un totale di 625 casi, mentre Dignitas Deutschland e l’Associazione Eutanasia hanno registrato rispettivamente 183 e 171 casi. Ciò corrisponde a circa lo 0,1% dei decessi annuali in Germania, stimati in circa un milione. Inoltre, l'età media delle persone colpite è di 79 anni e, considerato l'evoluzione demografica, il numero delle richieste potrebbe continuare ad aumentare in futuro.
Come nel DGHS Come già osservato, il dibattito sull’eutanasia è caratterizzato da diverse questioni etiche, religiose e giuridiche. Il quadro giuridico prevede che i desideri del paziente siano prioritari. Gli adulti consenzienti possono utilizzare il testamento biologico per specificare quali misure mediche desiderano o rifiutano. Eventuali ambiguità al riguardo dovranno essere individuate da un supervisore.
Aspetti legali dell'eutanasia in Germania
In Germania si distingue tra eutanasia attiva e passiva. Mentre l'eutanasia attiva, cioè l'accelerazione mirata della morte su richiesta, è vietata ai sensi dell'articolo 216 del Codice penale e punita con una pena da sei mesi a cinque anni, l'eutanasia passiva, cioè la rinuncia a misure di prolungamento della vita, rimane giuridicamente innocua finché corrisponde alla volontà del paziente. Questo regolamento si applica indipendentemente dal tipo e dallo stadio della malattia.
Particolarmente importante è anche l'aspetto dell'eutanasia indiretta. Ciò include il sollievo dal dolore attraverso farmaci che potrebbero inavvertitamente abbreviare la vita. In Germania questi tipi di terapia sono consentiti purché l'intenzione sia chiaramente mirata ad alleviare la sofferenza.
Altro punto cruciale è il suicidio assistito. Una sentenza della Corte Costituzionale Federale del 26 febbraio 2020 ha riconosciuto il diritto alla morte autodeterminata e ha legalizzato la possibilità di sostegno da parte di terzi. È stato dichiarato nullo il divieto di “promozione commerciale del suicidio”, nel senso che medici e associazioni possono prestare assistenza, ma chi vuole morire deve assumere lui stesso il farmaco.
Le discussioni sulla regolamentazione legale dell’eutanasia in Germania rimangono attuali. Hans-Jürgen Brennecke e il DGHS si battono per una riforma che permetta alle persone di prendere le proprie decisioni finali in modo indipendente e di non dover viaggiare all'estero per soddisfare il loro desiderio di eutanasia. I dibattiti sono complessi e sfaccettati, ma gli sforzi di molte persone impegnate dimostrano che è necessaria un’azione urgente.