La corte americana annulla il patteggiamento per il terrorista dell'11 settembre: attende la pena di morte!

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L’11 luglio 2025, una corte d’appello statunitense ha annullato il patteggiamento di Khalid Cheikh Mohammed, responsabile degli attacchi dell’11 settembre.

Eine US-Berufungsgericht hat am 11. Juli 2025 das Plea-Bargain-Abkommen von Khalid Cheikh Mohammed annuliert, der für die 9/11-Anschläge verantwortlich ist.
L’11 luglio 2025, una corte d’appello statunitense ha annullato il patteggiamento di Khalid Cheikh Mohammed, responsabile degli attacchi dell’11 settembre.

La corte americana annulla il patteggiamento per il terrorista dell'11 settembre: attende la pena di morte!

L’11 luglio 2025 ha fatto scalpore una significativa sentenza di una corte d’appello americana: è stato annullato un accordo che avrebbe consentito al presunto mandante degli attentati dell’11 settembre, Khalid Cheikh Mohammed, di dichiararsi colpevole ed evitare così la pena di morte. La decisione dei giudici di Washington è arrivata con una maggioranza di due a uno, ripristinando il precedente annullamento dell'agosto 2024 da parte dell'allora segretario alla Difesa Lloyd Austin. Quest'ultima aveva dichiarato giuridicamente nulli gli accordi, cosa ora confermata dalla corte d'appello, poiché Le Monde riportato.

Khalid Cheikh Mohammed, catturato nel 2003 e detenuto nel centro di detenzione di Guantanamo Bay dal 2006, è stato accusato di terrorismo e dell'omicidio di quasi 3.000 persone insieme a due coimputati, Walid Bin Attash e Mustafa Al-Hawsawi. L'idea alla base del controverso patteggiamento era che Mohammed e i suoi coimputati si sarebbero dichiarati colpevoli per accettare una condanna all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, evitando così un lungo processo. Secondo quanto riferito, i dettagli dell'accordo non sono stati resi pubblici, ma si ritiene che fosse inteso a tenere conto delle domande delle vittime degli attacchi al fine di fornire una certa chiusura alle famiglie.

Un processo lungo

Gli anni di procedimenti giudiziari militari legati agli attacchi dell’11 settembre sono stati segnati da sfide legali e logistiche. Le accuse contro Mohammed e i suoi compagni combattenti hanno suscitato interesse non solo nazionale ma anche internazionale. Mentre alcuni parenti delle vittime hanno visto questo accordo come un modo per evitare ulteriori ritardi nel processo, altri hanno espresso il desiderio di un processo aperto per saperne di più sui retroscena degli attacchi, come watson.ch note.

Il giudice militare che ha ripristinato l’accordo a novembre ha fatto affidamento sulle argomentazioni della difesa secondo cui gli accordi erano giuridicamente vincolanti. La corte d'appello, tuttavia, ha criticato questo approccio e ha ritenuto che il giudice militare avesse commesso gravi errori. I giudici Patricia Millett e Neomi Rao hanno sottolineato che il pubblico americano – e in particolare le famiglie delle vittime – meritano il diritto a un processo chiaro e trasparente.

Reazioni alla sentenza

Le opinioni sulla sentenza sono divise. Brett Eagleson, parente di una vittima dell'11 settembre, ha definito la decisione una "buona vittoria, per ora", ma ha espresso preoccupazione sul fatto che un patteggiamento possa racchiudere la questione "in un pacchetto ordinato". I sostenitori dell'accordo, come Elizabeth Miller, hanno affermato che un processo non è realistico e che sono generalmente contrari alla pena di morte, come spiega AP News. L’attuale decisione potrebbe non solo cambiare il percorso legale degli imputati, ma anche riaccendere l’interesse pubblico e il dibattito su questo caso.