La Svizzera lancia un'iniziativa di pace per il ritorno degli armeni del Karabakh

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Il Consiglio nazionale svizzero promuove un forum di pace per il Nagorno-Karabakh per sostenere il processo di ritorno degli armeni.

Der Nationalrat der Schweiz fördert ein Friedensforum für Bergkarabach, um den Rückkehrprozess der Armenier zu unterstützen.
Il Consiglio nazionale svizzero promuove un forum di pace per il Nagorno-Karabakh per sostenere il processo di ritorno degli armeni.

La Svizzera lancia un'iniziativa di pace per il ritorno degli armeni del Karabakh

Cosa sta succedendo nel Caucaso meridionale? Questa questione attualmente non riguarda solo la politica e la diplomazia, ma anche numerose persone che sono fuggite dalla regione e vorrebbero tornare. Attualmente in Svizzera si sta cercando di istituire un forum di pace per gli armeni del Nagorno-Karabakh sfollati dall'Azerbaigian. L'iniziativa è stata promossa da diversi parlamentari svizzeri e il sostegno all'iniziativa è in crescita, come riferisce presseportal.ch.

Il consigliere nazionale Erich Vontobel (EDU, ZH) ha invitato la Confederazione ad assumere un ruolo più attivo nella creazione di un forum internazionale per la pace. L'obiettivo: promuovere un dialogo aperto tra l'Azerbaigian e i rappresentanti dei circa 100.000 armeni del Karabakh sfollati. In questo contesto Vontobel ha avvertito che la Svizzera, in quanto Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, non può restare a guardare. Il Consiglio federale viene invece criticato dalla Coalition Suisse Internationale (CSI) per i suoi “segnali scoraggiati” sull’attuazione dei mandati parlamentari.

Forum della pace: un raggio di speranza per la Renania?

La creazione del comitato «Iniziativa svizzera di pace per il Nagorno-Karabakh» alla fine di maggio 2025 da parte di 19 membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati è stata considerata un passo importante per promuovere il ritorno della popolazione sfollata. Il direttore della CSI Simon Brechbühl sottolinea che l'espulsione degli armeni cristiani non è solo una questione umanitaria, ma anche una questione di diritto internazionale. La questione del ritorno è una preoccupazione fondamentale non solo per le persone colpite dal conflitto, ma anche per l’intera comunità internazionale.

Il sostegno al Forum per la Pace trascende gli schieramenti politici. Ad esempio, il consigliere nazionale Nicolas Walder (Verdi, GE) ha sostenuto la mozione, che dovrà essere presentata il 19 settembre 2024, e ha fatto riferimento all'amicizia con il popolo armeno. La presidentessa federale Viola Amherd ha inoltre sottolineato la necessità di tutelare i diritti dei rimpatriati nel rispetto del diritto internazionale, sottolineando così l'urgente richiesta di una partecipazione attiva della Svizzera ai negoziati.

Status quo e prospettive

Finora l’Azerbaigian non ha mostrato alcuna volontà di collaborare al ritorno degli armeni del Nagorno-Karabakh. Brechbühl avverte di una possibile escalation se la situazione non verrà ascoltata. L’espulsione di 120.000 armeni del Karabakh nell’autunno del 2023 è ampiamente considerata come una grave violazione del diritto umanitario internazionale. La maggioranza dei voti del Consiglio nazionale dimostra tuttavia che nella politica svizzera esiste la volontà di assumersi la responsabilità e di concentrarsi sulla pace e sul dialogo.

Il conflitto del Caucaso, le cui radici affondano nella politica sovietica sulla nazionalità e nella demarcazione arbitraria dei confini, mostra l’incapacità delle organizzazioni internazionali di agire in modo tempestivo. Proprio questo rende ancora più importante l'attuale iniziativa a favore del Caucaso meridionale. Se la Svizzera creasse un forum, questo potrebbe essere un primo passo verso una soluzione pacifica che tenga conto delle esigenze dei rimpatriati. La volontà politica e il dialogo possono, in definitiva, costruire ponti che consentano il ritorno e la pace. Resta da vedere come si svilupperanno questi sviluppi.