Turbolenza nel consiglio distrettuale: il leader dell'AfD Nikolaus Kramer verrà eliminato?

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Nel consiglio distrettuale della Pomerania-Greifswald si discute della destituzione del leader dell'AfD Nikolaus Kramer a causa di dichiarazioni controverse.

Im Kreistag Vorpommern-Greifswald steht die Abberufung von AfD-Chef Nikolaus Kramer wegen umstrittener Äußerungen zur Debatte.
Nel consiglio distrettuale della Pomerania-Greifswald si discute della destituzione del leader dell'AfD Nikolaus Kramer a causa di dichiarazioni controverse.

Turbolenza nel consiglio distrettuale: il leader dell'AfD Nikolaus Kramer verrà eliminato?

Oggi è una giornata impegnativa per il consiglio distrettuale della Pomerania Vorpommern-Greifswald. La discussione sul licenziamento del vicepresidente dell'AfD Nikolaus Kramer crea tensione. I promotori della mozione, The Left and the GutE Party, si basano su un controverso post sui social media di Kramer pubblicato il 29 ottobre 2025. In questo post egli si mostra con l'amministratore distrettuale Michael Sack e il funzionario per l'integrazione Ibrahim Al Najjar in occasione della posa della prima pietra di un centro di prevenzione dei pericoli, ma descrive Al Najjar come il "responsabile della migrazione" dell'AfD.

Il termine “remigrazione” non solo provoca scalpore, ma è anche criticato da molti in quanto etnico-nazionalista e disumano. Mentre Kramer non vede alcun problema né nella scelta delle parole né nell’uso del termine e spiega che non si tratta del rimpatrio dei cittadini tedeschi, il termine “remigrazione” rimane controverso. I critici sottolineano che l’idea di espellere migranti o persone con una storia migratoria viola la dignità umana. È interessante notare che il post in questione è scomparso dalla pagina Facebook di Kramer.

Uno slogan controverso

“Remigrazione” era già stata nominata “brutta parola dell’anno” nel 2023. L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione definisce questo termine come una componente centrale della Nuova Destra, che penetra sempre più nel dibattito pubblico. Esponenti di spicco dell’AfD, come la portavoce del partito Alice Weidel, chiedono addirittura il rimpatrio su larga scala di persone senza cittadinanza tedesca, il che alimenta ulteriormente le tensioni. Questo non è solo un punto che polarizza il pubblico, ma ha anche un profondo impatto sulle persone con un background migratorio.

Gli attuali sondaggi mostrano che molti tedeschi con un background migratorio, soprattutto i gruppi più deboli, sono colpiti da razzismo, discriminazione e paura per il loro futuro. Molte persone si sentono costrette a emigrare perché la loro sicurezza è minacciata. La questione ora non si limita solo all’AfD; Anche altri partiti utilizzano argomenti discriminatori, che alimentano la normalizzazione di questo problema. Critici come l’attivista Obermuller chiedono un’alleanza sociale e mettono in guardia sulle conseguenze di questi dibattiti politici.

Uno sguardo al panorama politico

Negli ultimi anni il dibattito sulla politica migratoria ha preso una piega triste. Tutto ebbe inizio con le dichiarazioni dell’allora ministro degli Interni Horst Seehofer (CSU), che dichiarò che l’immigrazione è la “madre di tutti i problemi”. Questo atteggiamento si è trasformato in un consenso trasversale a tutte le linee del partito. La migrazione è spesso associata a richieste eccessive e a oneri sociali. Questa prospettiva fa sì che i richiedenti asilo siano spesso percepiti come un peso e un fenomeno negativo, il che a sua volta contribuisce alla stigmatizzazione.

Tuttavia, il professore di diritto Daniel Thym denuncia che questa visione non rende giustizia ai diritti umani. Le sue riflessioni ci ricordano che i valori umani non dovrebbero essere applicati in modo selettivo. Il discorso pubblico deve diventare più ampio e umano, perché una società che prende sul serio la democrazia e i diritti umani non dovrebbe essere guidata da tendenze autoritarie. C’è il pericolo che si crei una divisione sociale in cui verranno tracciate distinzioni tra cittadini “degni” e “indegni”.

In questa complessa situazione resta da vedere come si svilupperà il clima politico legato al licenziamento di Nikolaus Kramer. Mentre Kramer respinge le accuse come “sciocche e antidemocratiche” ed è convinto che verrà confermato al potere, le controversie sociali mostrano che la discussione su migrazione e integrazione in Germania è lungi dall’essere conclusa.