Nuovo mandato d'arresto contro Kim Yong-hyun: scandalo della legge marziale!
Il 25 giugno 2025, la corte deciderà su un nuovo mandato di arresto per l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun a Seul.

Nuovo mandato d'arresto contro Kim Yong-hyun: scandalo della legge marziale!
Gli ultimi sviluppi in Corea del Sud stanno attirando l’attenzione globale. Il 25 giugno 2025, il tribunale di Seul deciderà su un nuovo mandato di arresto per l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun. Kim, che è detenuto dal dicembre dello scorso anno, deve affrontare gravi accuse riguardanti il suo ruolo nella dichiarazione temporanea della legge marziale da parte dell'ex presidente Yoon Suk-yeol. La prossima udienza esaminerà se vi sia la necessità e la legalità di un nuovo mandato di arresto.
Forte Notizie Yonhap L'udienza originariamente prevista per lunedì è stata rinviata su richiesta di Kim perché voleva respingere i giudici. Il tribunale ha respinto questa richiesta, chiarendo che potrebbe trattarsi di una tattica ritardante. Oltre al mandato d'arresto, Kim è stato colpito anche da nuove accuse, tra cui ostruzione ad atti ufficiali e favoreggiamento nella raccolta di prove. Se non verrà emesso un nuovo mandato di arresto entro la fine della sua pena, il 26 giugno, potrebbe essere rilasciato.
Critica alla gestione della crisi
Il contesto di questa turbolenza politica è complesso. Kim è accusato di collusione con l’allora presidente Yoon Suk-yeol nella dichiarazione illegittima della legge marziale il 3 dicembre 2024. Questa legge è stata imposta per poche ore e ha suscitato scalpore a livello internazionale. Molti tracciano parallelismi con i precedenti governi autoritari della Corea del Sud che adottarono misure simili.
Come La conversazione Secondo quanto riferito, Yoon ha spiegato che le misure di emergenza erano necessarie per affrontare una presunta minaccia dell'opposizione, che ha collegato alla Corea del Nord. Con questo regolamento ha cercato di opporsi alla maggioranza parlamentare che lo ha deposto il 14 dicembre 2024. Un altro tentativo di nominarlo è fallito il 7 dicembre perché non c'erano voti sufficienti per una maggioranza di due terzi.
Problemi per le élite politiche
Le conseguenze di questa crisi non colpiscono solo i massimi politici, ma anche le forze dell'ordine: al centro dell'attenzione c'è anche il commissario della polizia nazionale, Cho Ji-ho, interrogato come sospettato in relazione a questi eventi. Questa è la prima volta che un capo della polizia in servizio in Corea del Sud viene processato. Cresce la pressione anche su altri alti funzionari, tra cui il primo ministro Han Duck-soo, che si trovano di fronte alla possibilità di essere ritenuti responsabili.
Gli eventi attuali sollevano anche interrogativi sul futuro del panorama politico in Corea del Sud. I partiti di opposizione potrebbero trovarsi in una posizione più forte mentre il governo viene criticato per aver messo in pericolo non solo la sicurezza pubblica ma anche la fiducia nelle istituzioni.
Gli sviluppi rimangono quindi entusiasmanti e potrebbero avere un'influenza decisiva sulla stabilità politica della Corea del Sud. Resta da vedere se le accuse contro l'ex ministro e le indagini in corso contro l'ex presidente cambieranno la scena politica. La società sudcoreana sembra interessata sia a fare chiarezza sugli avvenimenti sia a riformare le strutture politiche.
Per ulteriori informazioni, vedere gli articoli di Avvisi K-Pop E Notizie Yonhap.